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Come leggere le etichette alimentari: svela i trucchi per scegliere davvero sano al supermercato

📅 27 Agosto 2026✍️ di Margherita Colombo⏱️ 4 min di lettura

Da più di vent’anni lavoro nel settore del benessere e della nutrizione, e posso dirvi con certezza: leggere correttamente le etichette alimentari è la differenza tra una scelta consapevole e un’illusione di salubrità. Ho visto troppe persone fidarsi del packaging accattivante o della scritta “naturale” stampata in grande, senza verificare veramente cosa c’è dentro. Questa guida pratica nasce dalle domande che ricevo quotidianamente nei miei gruppi di detox e dalle situazioni concrete che affronto al supermercato.

Le informazioni che contano davvero

Quando prendo un prodotto in mano, la prima cosa che faccio è cercare la tabella nutrizionale. Non è il packaging, non è lo slogan pubblicitario, non è il colore della confezione: è quella piccola tabella sul retro che dice la verità. Qui trovate i dati per 100 grammi o per porzione, e questo è fondamentale.

La porzione indicata dal produttore è spesso il primo trucco da smascherare. Mi è capitato di recente di analizzare una barretta energetica con “solo 120 calorie”: leggiucchiando bene, una barretta conteneva 1,5 porzioni. Di fatto, mangiandola tutta ne assumevi 180. Questo accade frequentemente con snack, creme spalmabili e bevande.

Poi arrivano i macronutrienti: proteine, grassi, carboidrati. Non è necessario diventare un nutrizionista, ma è utile capire le proporzioni. Un prodotto pubblicizzato come “proteico” dovrebbe contenere almeno il 15-20% di proteine per porzione. Se ne contiene il 5%, è principalmente marketing.

I grassi, gli zuccheri e il sale: impariamo a riconoscerli

Tra i miei lettori, quasi tutti rimangono sorpresi quando scopro quanto zucchero nascosto si cela nei prodotti apparentemente “sani”. Lo yogurt bianco che sembra virtuoso? Spesso contiene 15 grammi di zucchero per vasetto, quanto una brioche. Per orientarvi, l’Organizzazione Mondiale della Sanità suggerisce massimo 25-50 grammi di zucchero al giorno per un adulto.

I grassi sono suddivisi in saturi e insaturi. Qui non serve demonizzare nulla: il punto è la proporzione. Se un biscotto contiene il 40% di grassi saturi sul totale calorico, mangiare tre biscotti vi porta facilmente oltre il limite giornaliero consigliato. Leggete sempre il dettaglio.

Il sale è il grande invisibile. Molti cibi salati (cereali da colazione, pane confezionato, formaggi già affettati) contengono quantità sorprendenti di sodio. Qui il trucco è confrontare: due marche dello stesso prodotto possono avere il 50% di differenza nel contenuto di sale.

La lista degli ingredienti: dove si nascondono gli inganni

La lista degli ingredienti vi dirà più cose della pubblicità. Gli ingredienti sono elencati per quantità decrescente, quindi i primi tre o quattro rappresentano la maggior parte del prodotto. Se il primo ingrediente è “sciroppo di glucosio-fruttosio”, avete già la risposta: è principalmente zucchero, indipendentemente da cosa dice la confezione.

Imparate a riconoscere i nomi nascosti dello zucchero: malto d’orzo, concentrato di succo di frutta, nettare di agave. Non sono “meno zucchero” perché hanno un nome diverso. Nel mio studio di consulenza nutrizionale, insegno ai clienti a cercarlo in almeno tre varianti per ogni lista ingredienti, perché i produttori giocano a distribuire i vari zuccheri in modo da farli scivolare più in basso nella lista.

Gli additivi e i conservanti sono segnalati con sigle (E100, E200, eccetera). Non tutti sono dannosi, ma la loro presenza eccessiva è un segnale: probabilmente il prodotto dura molto in magazzino. Qui il consiglio pratico è semplicemente questo: più lunga è la lista, più il prodotto è “costruito” anziché naturale.

Gli oli idrogenati, banditi in molti Paesi, possono ancora celarsi dietro sigle diverse in etichetta. Cercate Grassi trans nella lista: se ci sono, saltate il prodotto. Non è una questione di purismo, ma di fisiologia.

I claim pubblicitari: quando “naturale” non significa nulla

Una delle cose che mi irrita maggiormente è la parola “naturale” stampata sulle confezioni. Non è normata in modo rigoroso come vorreste. Un prodotto con aromi naturali può comunque contenere 15 ingredienti e 20 grammi di zucchero. “Senza conservanti aggiunti” non significa che non contiene conservanti: potrebbe avere ingredienti già conservati naturalmente.

“Senza olio di palma” è diventato un grande claim marketing. Sì, il palma ha problemi ambientali, ma se il prodotto usa olio di cocco al suo posto, le calorie e la saturazione rimangono uguali. Il consumatore consapevole legge, non si ferma al claim.

Le certificazioni biologiche hanno senso, ma anche qui: biologico non significa “basso contenuto di zucchero” o “senza additivi”. Un biscotto biologico rimane un biscotto con una certa quantità di grassi e zuccheri.

Il metodo pratico che applico al supermercato

Dopo vent’anni, ho sviluppato un metodo semplice che insegno ai miei clienti. Quando prendete un prodotto, fate tre controlli veloci:

Primo: prendete un prodotto concorrente e confrontate gli zuccheri per 100 grammi. Scegliete il minore. Secondo: leggete il primo ingrediente. Se è uno zucchero mascherato o un olio poco salutare, ve ne accorgete subito. Terzo: contate gli ingredienti. Più di 15 ingredienti per un prodotto semplice (come un pane) è un segnale di allarme.

I nutrizionisti spesso ripetono il principio del Nutri-Score, un sistema di etichettatura che classifica i prodotti da A a E in base al loro profilo nutrizionale. Non è ancora obbligatorio in Italia, ma quando lo vedete, è un aiuto veloce e affidabile.

In conclusione, leggere le etichette non richiede una laurea in chimica. Richiede semplice attenzione e consapevolezza. Il supermercato è il luogo dove prende forma la vostra salute, giorno dopo giorno. Chi impara a decodificare il linguaggio delle etichette ha già fatto metà della strada verso scelte consapevoli e durature.

Margherita Colombo

Margherita si occupa di benessere ed estetica da oltre vent’anni. Dopo aver vissuto una svolta personale grazie a una disintossicazione alimentare, ha avviato gruppi di incontro per il detox naturale e la cura della pelle matura. Scrive suggerimenti pratici per un approccio equilibrato alla bellezza dopo i 50.